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venerdì 1 aprile 2016

Segnalazione. Pistoia, Biblioteca San Giorgio: Mostra fotografica "Dolore e Libertà"



















































































P.S.


Segnalo questa molto interessante mostra fotografica di luoghi e monumenti riguardanti la Linea Gotica, allestita alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia anche se, ma soprattutto perché, sabato 2 aprile è l'ultimo giorno utile per visitarla invitando chi si trovasse in Pistoia e potesse farlo ad andare a vederla.
Per ora, purtroppo, non posso qui far altro di meglio perché, come avevo accennato in un post precedente, le mie attuali condizioni di salute sono inevitabilmente condizionate dalla lenta e pesante convalescenza seguita al difficile intervento chirurgico subito l'estate scorsa e se mi consentono di seguire o studiare, - pur quasi sempre semisdraiato sul divano -  sul mio tablet, o in tv o sui giornali e libri, fatti ed avvenimenti e quant'altro,  non mi permettono di star per molto tempo seduto a scrivere al computer e seguire come vorrei i miei blog producendo post ed articoli come facevo prima. In questi ultimi tempi mi sono quindi limitato, come avrete visto, a segnalare qui alcuni appuntamenti culturali svoltisi non lontano da casa mia ed ai quali ho potuto con un po' di fatica, qualche volta recarmi di persona. Per il resto, sulle cose che ritenevo interessanti, ho potuto di quando in quando postare qualcosa su fb peraltro limitandomi a commenti brevissimi. Spero prossimamente di rafforzarmi fisicamente e poter scrivere e produrre qualcosa di più consistente ed interessante sulle cose che da tempo seguo, studio ed analizzo: ho in testa tanti articoli, ma ancora non posso materialmente "metter nero su bianco".  
A presto....spero!!!

                                                                                                                   
                                                                       Carlo Onofrio Gori















giovedì 10 dicembre 2015

Seconda Guerra Mondiale. "Forse non tutti sanno che" (2)... dal 12 luglio 1943 qualche migliaio di soldati tedeschi ex-prigionieri si schierò a fianco dell'Armata Rossa

Il Comitato Nazionale per una Libera Germania (NationalKomitee Freies Deutschland - NKFD)

Fra gli appassionati storia è abbastanza noto che in seguito soprattutto alle prime fasi Operazione Barbarossa numerosi prigionieri sovietici caddero nelle mani della Wehrmacht e che, superato l’iniziale disprezzo hitleriano verso gli “inferiori” slavi, nel prosieguo della guerra ad Est, sempre più faticoso, dopo le trionfali fasi iniziali, l’esercito tedesco, ed in parte anche le Waffen SS e la Luftwaffe, inquadrarono molti di questi prigionieri sovietici di vari nazionalità – relativamente pochi fra loro i convinti anticomunisti, la maggior parte di essi “cedette” per necessità, date le durissime condizioni di prigionia -  negli Ost-Bataillon (vari battaglioni di Georgiani, Armeni, Azeri, Tatari, Turkmeni, Uzbeki, Kazaki e altri) oppure permisero che si costituisse Armata Russa di Liberazione (Русская освободительная армия/Russkaja osvoboditel'naja armija, ROA) del gen. Andrej Andreevič Vlasov  mentre già dal 1942 erano stati costituiti anche con la partecipazione attiva di esuli zaristi in Germania, come il gen. Krasnoff reparti di collaborazionisti cosacchi, fra essi gli anticomunisti più convinti,  come si ebbe a constatare anche con la presenza dei reparti cosacchi mandati nell’ottobre del 1944 dai nazisti in Italia per costituire il “Kosakenland in Nord Italien” in Carnia. Ovviamente nei territori dell’Urss occupati era fuori di discussione la fedeltà ideologica fra le forze di polizia o milizie combattenti volontarie collaborazioniste che, soprattutto fra i nazionalisti ucraini e baltici, pur sempre sotto la supervisione tedesca, si costituirono autonomamente agendo agli ordini diretti di autorità politiche o militari locali, emblematico in tal senso il caso di Stepan Bandera  (Степан Бандера) capo della Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e fondatore dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).
Ma, come dicevo prima, questi sono fatti abbastanza noti fra gli appassionati di storia (ovviamente parlo appassionati di storia e non parlo di studiosi!!!) mentre invece un po’ meno noto è un fatto speculare ed opposto a quello descritto sopra e cioè la costituzione in Urss di un numero consistente di reparti composti da ex-prigionieri tedeschi anti-nazisti; infatti di solito a livello di appassionati di storia, circa la resistenza anti-nazista in Germania durante la guerra vengono soprattutto ricordati gli episodi che videro protagonisti i giovani e sfortunati cospiratori della Rosa Bianca (Die Weiße Rose)  oppure quello dell'attentato di Rastenburg ad Hitler del 20 luglio 1944 ad opera di un gruppo di ufficiali dissidenti raccolti animato dal  colonnello Claus Schenk von Stauffenber autore materiale dell’incompleto, e quindi fallito, tentativo, ma numericamente, oltre a  questi noti episodi, ampiamente rappresentati in romanzi e films, come parte attiva della resistenza anti-nazista ci furono anche questi - misconosciuti ai media - reparti tedeschi di ex-prigionieri che riuniti presso la città di Krasnogorsk dal 12 luglio 1943 si organizzarono nel Comitato Nazionale per la Germania Libera (Nationalkomitee Freies Deutschland).
La leadership del Comitato Nazionale per una Libera Germania (d’ora in poi NKFD), presieduto dallo scrittore comunista esiliato Erich Weinert affiancato dai vice-presidenti maggiore Karl Hetz e tenente Heinrich Graf von Einsiedel,  era costituita da 38 membri, di cui 28 prigionieri di guerra della Wehrmacht e da 10 esiliati tedeschi iscritti al Partito Comunista Tedesco (KDP) a testimonianza che il NKFD aveva, oltre la propaganda, compiti di elaborazione politica propria. Infatti già dal giugno i comunisti Alfred Kunella e Rudolf Herrnstadt avevano lavorato ad un “manifesto” dal quale si possono evincere le caratteristiche politiche dell’ NKFD: nel fare appello presso i prigionieri tedeschi all’adesione, storicamente ci si richiamava a figure di famosi generali politici e intellettuali prussiani come Karl von Clausewitz, Ludwig Yorck von Wartenburg,  Heinrich Friedrich Karl von Stein,  Ernst Moritz Arndt ecc. alleati con Russia imperiale contro Napoleone il che dimostra che in questo caso non si cercava, almeno inizialmente, da parte dei comunisti tedeschi un’adesione ideologica dei loro connazionali ex-prigionieri, ma partendo ovviamente dal ripudio dell’idea hitleriana, una disponibilità operativa che facesse sentire gli aderenti non dei traditori, ma dei continuatori di una tradizione tedesca patriottica conservatrice non ancora inquinata dal nazismo, ciò è confermato anche dalla scelta della bandiera del NKFD: vennero preferiti  i vecchi colori nero, bianco e rosso della “aristorcratica” e “prussiana” bandiera della Germania imperiale  piuttosto che quella nero, rosso e oro della “borghese” Germania di  Weimar. L’iniziale impostazione ideologica sì antinazista, ma di “destra” conservatrice, degli ufficiali aderenti al NKFD muterà nel corso della guerra soprattutto dopo il fallimento dell’azione di von Stauffenber: da allora la linea ideologica del NKFD, anche fra i militari, diventerà sempre più di sinistra fino a collimare in molti casi con quella del KPD.
Inizialmente non furono molte le adesioni dei tedeschi prigionieri al NKFD poiché la maggior parte di loro ancora credeva nella vittoria finale della Wehrmacht, ma con la sconfitta tedesca nella battaglia di Stalingrado, e conseguentemente con i sempre più forti dubbi su una Germania  vittoriosa aumentarono progressivamente le adesioni all'organizzazione militare anti-nazista, anche se non si hanno notizie sulla precisa entità numerica, notevoli fra esse quelle del gen. Walther von Seydlitz-Kurzbach, che venne posto a capo del NKFD e quella del feldmaresciallo Friedrich von Paulus, il comandante della Sesta Armata catturato alla battaglia di Stalingrado, che inizialmente costituirono la Lega degli Ufficiali Tedeschi (Bund Deutscher Offiziere-BDO) poi anch’essa confluita nel NKFD. Successivamente von Seydlitz venne posto a capo operativo dell’organizzazione, mentre, come detto sopra, il capo politico e Presidente del  NKFD era un militante comunista: lo scrittore Erich Weinert.
Il compito principale del Nationalkomitee Freies Deutschland  che gestiva un giornale una stazione radio ed anche un servizio aereo, fu quello di svolgere con i suoi soldati aderenti e sempre sotto uno stretto controllo sovietico,  una forte  propaganda, sia  sul campo di battaglia, con altoparlanti e volantini, sia presso i commilitoni nei campi di prigionia, con colloqui e pubblicazioni,  evolvendo successivamente questo tipo di azione verso aspetti anche di guerra psicologica volta a demotivare fino alla diserzione le forze armate tedesche in Russia e con l’obiettivo di costituire in Patria un fronte antinazista clandestino che provocasse la caduta di Hitler. In tal senso si sviluppò l’opera di intelligence sia con compagnie che insieme ai russi provvedevano ad interrogare i  prigionieri appena catturati , sia con ristretti, testati e politicamente fidati nuclei scelti, che venivano paracadutati dietro le linee: questi gruppi inizialmente provvidero a mescolarsi alla popolazione con compiti di spionaggio o di sabotaggio e destabilizzazione, mentre  verso la fine della guerra alcuni di essi  si misero in uniforme con l'ordine di fondersi con i difensori e diffondere confusione, in alcuni casi la loro azione ebbe successo, ma  in molti altri casi vennero smascherati, catturati e giustiziati. Quando l'Armata Rossa entrò in Germania, alcuni membri NKFD vennero nominati funzionari del governo locale della zona di occupazione sovietica.
Come dicevamo sopra non si hanno notizie precise sull’entità numerica di questi tedeschi aderenti al NKFD: si dice che von Seydlitz promettesse a Stalin quarantamila aderenti pronti al combattimento, ma in primis la cifra sembra esagerata e poi Stalin, non fidandosi, non ne volle sapere di armare ed inviare al fronte così tanta gente preferendo far scegliere fra essi alla sua intelligence militare, il GRU (Glawnoje Raswedywatelnoje Uprawlenije), di armare per “operazioni speciali” solo nuclei ristretti  politicamente ed operativamente fidati.
Dopo la sconfitta della Germania nazista, la maggior parte dei membri del NKFD si stabilì nella zona di occupazione sovietica in Germania ed ebbe successivamente un ruolo fondamentale nella costruzione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e delle sue forze armate: prima la  Kasernierte Volkspolizei  e poi la Nationale Volksarmee (NVA).


                                                                                                                     
                  


                           Carlo Onofrio Gori





Carlo Gori
Carlo O. Gori
Carlo Onofrio Gori
























giovedì 10 settembre 2015

Seconda Guerra Mondiale. Forse non tutti sanno che...: le Isole britanniche del Canale della Manica furono l'unica parte di territorio britannico occupate dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale

Forse non tutti sanno che…

le Isole britanniche del Canale della Manica (Channel Islands: Jersey, Guernsey e altre minori, alle dipendenze della Corona Inglese, pur non essendo direttamente dipendenti dal Parlamento del Regno Unito) furono l'unica parte di territorio britannico occupate dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale tra il 30 giugno e il 4 luglio 1940 e furono fra gli ultimi territori europei sotto occupazione nazista ad esser liberati, tra l'8 e il 16 maggio 1945!: da notare che la fine della guerra in Europa fu festeggiata in seguito alla resa tedesca il 9 maggio 1945… .
Essendo le isole vicine alla Normandia, in vista dell’imminente occupazione militare tedesca (il 14 giugno Parigi venne occupata dalle truppe tedesche e la  Francia capitolò il 25 giugno). il  governo britannico le aveva smilitarizzate ed aveva evacuato i  Luogotenenti Governatori rappresentanti della Corona britannica  il 21 giugno, lasciando in carica le amministrazioni locali per gestire gli affari correnti come meglio avrebbero potuto sotto gli occupanti.
Comunque già prima dello sbarco tedesco molti giovani erano già partiti per unirsi alle forze armate britanniche. Nelle isole principali 6.600 su 50.000 abitanti lasciarono Jersey mentre 17.000 su 42.000 abbandonarono Guernsey fra loro migliaia di  bambini che vennero evacuati dalle loro scuole con destinazione Inghilterra e  Scozia.
Nelle isole minori la popolazione di Sark in gran parte rimase dov’era mentre nell’isola di Alderney  fuggì tutta la popolazione, salvo sei persone
L'occupazione tedesca di 1940-1945 fu dura: oltre 2.000 isolani furono deportati dai tedeschi, gli ebrei lì residenti furono mandati nei campi di concentramento ed i Bobbies britannici dovettero aiutare gli  occupanti nazisti nel radunare la popolazione ebraica, ma ci furono anche accuse di collaborazionismo.
In Alderney, i tedeschi costruirono poi quattro campi di concentramento, gli unici lager nazisti sul territorio britannico in cui oltre 700 persone su circa 6.000 prigionieri morirono mentre in altre isole a causa della distruzione di documenti, non fu possibile stabilire quanti, e come, molti lavoratori forzati perirono.
Fra i prigionieri deportati nelle Isole dall’esterno per costruire lì fortificazioni ci furono molti spagnoli già rifugiati della guerra civile spagnola, catturati in Francia, e più tardi vi vennero trasferiti prigionieri russi e dell'Europa Centrale.
Nel corso dei cinque anni di occupazione tedesca gli abitanti rimasti soffrirono varie privazioni, in particolare negli ultimi mesi, quando la popolazione rischiò seriamente di morire di fame. In seguito ad intensi negoziati nella neutrale Svizzera vennero inviati aiuti umanitari tramite la Croce Rossa internazionale che inviò la nave Vega nel mese di dicembre del 1944.
I tedeschi minarono accuratamente le Isole , con (65,718 mine di cui solo in Jersey); la Royal Navy dopo alcuni saltuari precedenti falliti tentativi di blocco o di sbarco poté effettuare il blocco navale delle isole solo dopo l’ invasione della Normandia del 6 giugno del 1944
Non ci fu  alcun movimento di resistenza nelle Isole del Canale sulla scia di quello avvenuto nella vicina Francia continentale, ciò  è stato attribuito ad una serie di fattori tra cui la separazione fisica delle isole, la densità delle truppe (fino a un tedesco per ogni due isolani), le piccole dimensioni delle isole che precludeva eventuali nascondigli per gruppi di resistenza, e l'assenza della Gestapo fra le  forze di occupazione. Inoltre, come già detto sopra, gran parte della popolazione in età militare si era già precedentemente unita alle orze armate britanniche.
La fine dell'occupazione tedesca iniziò dall'8 maggio 1945, e Jersey e Guernsey vennero liberate il 9 maggio mentre la guarnigione tedesca a Alderney non si arrese fino al 16 maggio, ed fu uno degli ultimi capisaldi dei nazisti in Europa ad arrendersi.
I primi isolani sfollati ritornarono dalla Gran Bretagna, imbarcandosi sulla prima barca a vela disponibile, il 23 giugno, ma  molti degli sfollati Alderney furono in grado in grado di avviare il ritorno solo nel dicembre 1945,: tutti gli isolani sfollati ebbero difficoltà riprendere il contatto con le loro famiglie, dopo ben cinque anni di separazione. 


             
                    



                             Carlo Onofrio Gori



Isole del Canale
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arcipelago Isole del Canale della Manica. Coordinate: 49°25′N 2°20′W (Mappa). Stato: Corona britannica. Abitanti:  circa 160.000 (2015).
Le isole del Canale (in inglese Channel Islands; in normanno: Îles d'la Manche; in francese: Îles Anglo-Normandes o Îles de la Manche, in bretone Inizi Angl-ha-Norman o Inizi Mor Breizh) sono un gruppo di isole nel Canale della Manica.
Politicamente sono divise tra i baliati di Guernsey e di Jersey, entrambe dipendenze della Corona Inglese, pur non essendo parte del Regno Unito. Esse fanno parte del Ducato di Normandia, perciò Elisabetta II d'Inghilterra è spesso salutata come duchessa di Normandia.
Comunque, conformemente al Trattato di Parigi del 1763 e alla Legge salica, essa non è tecnicamente il duca e governa in qualità di regina.
I governi delle isole rispondevano alla regina in Consiglio, (dove ella veniva tradizionalmente consigliata dal Segretario agli Interni), fino al 2001 quando la responsabilità per le Isole del Canale e l'Isola di Man passò al Dipartimento del Lord Cancelliere. Nel 2003, questo fu sostituito da un Dipartimento degli Affari costituzionali.
Nessuna delle isole ha una rappresentanza nel Parlamento britannico, e gli atti del Parlamento sono estesi alle isole solo per ordine del concilio, dopo consultazione locale.
I loro cittadini posseggono passaporto britannico con la dicitura British Islands anziché United Kingdom.
In base all'Interpretation Act del 1978, essi sono ritenuti come facenti parte delle British Islands, da non confondersi con le British Isles, delle quali sono considerati parte per ragioni storiche[1].
Le isole abitate delle Isole del Canale sono: Jersey, Guernsey, Alderney, Sark, Herm, Jethou, Brecqhou e Lihou. Tutte queste, ad eccezione di Jersey, compongono il baliato di Guernsey; esiste anche una piccola isola abitata, Chausey, a sud di Jersey, che appartiene alla Francia ed è poco conosciuta.
Queste isole erano originariamente parte delle terre francesi possedute dal Duca di Normandia. Nel 1066 il duca Guglielmo il Conquistatore invase e conquistò l'Inghilterra, divenendone il monarca. Nel corso degli anni, il resto delle terre francesi del monarca venne perso e ora rimangono solo le isole del Canale.
Durante la seconda guerra mondiale furono occupate dalla Germania nel 1940. Furono gli ultimi possedimenti di terra ad arrendersi il 16 maggio 1945.[2]
Victor Hugo passò molti anni in esilio su Guernsey e vi scrisse I miserabili. Guernsey è anche l'ambientazione di un altro romanzo di Hugo, I lavoratori del mare.
Note  Esiste una sottile differenza tra British Islands e British Isles, che in italiano vengono tradotte entrambe con Isole Britanniche. Nel primo caso, in base all'Interpretation Act del 1978, il termine British Islands si riferisce al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, assieme alle dipendenze della Corona: le Isole del Canale di Jersey e Guernsey (incluse anche Alderney, Herm e Sark) e l'Isola di Man. Nel secondo caso invece, con British Isles si intende tutto l'arcipelago, che comprende oltre alle suddette anche l'Irlanda, l'Isola di Wight, le Isole Orcadi, le Isole Shetland, l'Isola di Fair, le Isole Ebridi, le Small Isles, Anglesey, Lindisfarne, le Scille, le Isole del basso Firth of Clyde, Lundy e l'Isola Looe.
^ Nazi Germany Surrenders: February 1945-May 1945, HowStuffWorks.
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Foto dell'occupazione tedesca, alcune delle quali da me pubblicate a corredo dei miei post del 26 agosto 2015 nel gruppo FB Seconda Guerra Mondiale, la Storia


























mercoledì 9 settembre 2015

Centenario (1915-2015) dell’entrata in guerra dell’ Italia (1915) nella Prima Guerra Mondiale (1914-1918) e Settantesimo Anniversario (1945-2015) della fine della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945): “Forse non tutti sanno che…”

“Forse non tutti sanno che…”

Come tutti invece sanno in questo 2015 ricorrono due anniversari storici importanti: il Centenario (1915-2015) dell’entrata in guerra dell’ Italia (1915) nella Prima Guerra Mondiale (1914-1918) ed il 70° Anniversario (1945-2015) della fine della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) Già dagli ultimi mesi dall’anno passato e fino ad oggi, in  gruppi dedicati di Facebook con i quali sono in contatto, ho prodotto vari post, ampiamente illustrati da foto, su questi argomenti in particolare, oltre che su vari eventi bellici non solo italiani, su particolari aspetti politico-diplomatici-militari-sociali di alcuni Paesi in guerra, e poi su corpi e compagini militari e loro dotazioni di armi ed equipaggiamenti, ecc. ecc.
Ripropongo qui, su questo mio blog Goriblogstoria360, magari ampliandoli un po’, solo alcuni di quei post da me già pubblicati su FB in gruppi specializzati ed in particolare quelli riguardanti determinate compagini militari ed episodi bellici meno noti o di interpretazione storica controversa o comunque degni di approfondimenti, (tutti contraddistinti in questo blog dal “Forse non tutti sanno che…”) non escludendo di riproporli, quando essi riguardassero Pistoia e la Toscana, anche nell’altro mio blog Goriblogstoria.
Comincerò intanto dal prossimo post e poi posterò qui, ovviamente di quando in quando, su questi argomenti-bellici.
                                                                                                                                       COG