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domenica 11 ottobre 2015

La Siria e ..."i russi"... per "dirla tutta" 2: ultimi miei (e di un paio d'amici) post su FB a partire da quello qui pubblicato il 10 settembre scorso

Большое спасибо России!

E' la Russia di Putin, e i fatti sono sotto gli occhi di tutti, che assurge al ruolo di vera superpotenza mondiale che si assume le responsabilità per tutti e difende i valori occidentali contro il fondamentalismo islamico jihadista.
Le accuse degli Usa sulla "destinazione" dei bombardamenti dimostrano la loro svogliata e impotente partecipazione e fanno veramente ridere: che differenza c'è tra i tagliagole dell'Isis del Califfato, appoggiati principalmente dalla Arabia Saudita, o quelli di Al Nusra legati ad Al Qaeda ed appoggiati da Turchia di Erdogan, Qatar e Arabia Saudita?
Bombardamenti russi anche sull' "esercito libero siriano", quello addestrato dalla Cia, per intendersi? Non possono essere avvenuti perché non si può bombardare una cosa che, sul campo, praticamente non esiste più da tempo essendone la gran parte dei membri passati alle fratellanze musulmane oppure ai qadisti di Al Nusra, oppure fuggiti.
Ecco in ordine crescente di data alcuni (non tutti!) dei miei post (e di un paio d'amici) che ho pubblicato riguardo a questo argomento su FB  a partire da quello qui pubblicato il 10 settembre scorso:





                                              COG








Prof. Carlo O. Gori,  Prof. Carlo Onofro Gori,  Prof. Carlo Gori Università di Firenze


Turchia 95 morti!. Quando a metter le bombe non sono islamisti "kamikaze" (solita e trita versione governativa) peraltro risultati sempre fantomatici, ma i loro amici e sostenitori...
Il solito attentato stragista, fotocopia di quelli di non tanto tempo fa, nella Turchia dell'islamista Erdogan, contro i Curdi ed i sostenitori turchi dei Curdi, suoi avversari... spero che il popolo turco riesca prima o poi a processare questo criminale islamista 10 ottobre 2015
Guerra all'Isis in Siria: la realistica e giusta posizione presa nei giorni scorsi dall'on. Prodi: "La mia sensazione è che Obama e Putin vadano verso un accordo sulla Siria. All'Assemblea dell'Onu hanno sostenuto tesi totalmente contrastanti tra loro, ma poi hanno avuto un colloquio a quattrocchi di un'ora e mezzo e qualche effetto si è già visto". Lo sostiene Romano Prodi in una intervista a Repubblica.. La notizia: "Putin - prosegue - è d'accordo di attaccare l'Is ma si tratta d'una guerra per procura, nessuna delle due potenze invierà truppe sul terreno. Aerei sì, truppe no. Quindi quel malandato esercito di Assad va rafforzato e ben armato perché quello soltanto dispone di truppe sul terreno. Putin appoggia Assad, Obama no, ma dovrà rassegnarsi perché con i soli bombardamenti aerei l'Is non sarà battuto. La cosa singolare è che la Russia versa in acque economiche molto tempestose ma nonostante ciò Putin dimostra una forza politica ancora determinante sullo scacchiere occidentale". 2 ottobre 2015
Chi (gli Usa & C.) da 4 anni, con la scusa della primavera araba, ma col vero intento di sloggiare la Russia dalla base di Tartus, ha provocato la guerra anti-Assad in Siria e contribuendo così alla nascita del Califfato Isis, fa di tutto per inquinare mediaticamente e sminuire la giusta opera di Putin. La notzia: “Missili russi caduti in Iran? Mosca smentisce: la CNN sbaglia La Russia smentisce che dei missili lanciati dalle sue navi nel Mar Caspio siano caduti in Iran. «Tutti i missili lanciati dalle navi – ha assicurato il portavoce del ministero della Difesa, generale Igor Konashenkov – hanno trovato i loro bersagli. È un dato di fatto. A differenza della Cnn – ha proseguito Konashenkov – non raccontiamo riferendoci a fonti anonime, bensì mostriamo il lancio dei nostri missili e i bersagli da essi colpiti praticamente in regime online». Il portavoce del ministero della Difesa russo ha quindi aggiunto di non poter «dire tutto» ma ha dichiarato che «qualsiasi professionista in questo campo sa che nello svolgimento di simili operazioni viene sempre fissata l’immagine del bersaglio prima e dopo il colpo. Inoltre – ha precisato – sopra la Siria 24 ore su 24 è operativo il nostro gruppo di droni». 9 ottobre 2015
Fernando Rossi: Siria: i terroristi in grande difficoltà. . USA/Nato/israele, Turchia e Arabia Saudita avevano garantito protezione e finte scaramucce, ma la Russia e la Siria hanno rotto il loro giochino Invece , ora i caccia russi distruggono DAVVERO le casematte, i depositi di carburanti, i mezzi militari e i rifornimenti che USA & complici ALIMENTAVANO, fingendo di volerli distruggere con le dichiarate 5.000 missioni dei loro bombardieri...8 ottobre 2015
Missili russi sui jihadisti dal Mar Caspio: un chiaro messaggio al capo islamista turco Erdogan. Questo: "caro Erdogan che ora fai tanto clamore e che solo ora, facendo forza al tuo innato islamismo, ti sei ipocritamente ricordato di essere nella Nato per fare presso di essa la vittima per qualche nostro sconfinamento - tu che sconfinavi sempre in Siria ed in Irak per bombardare i siriani e i curdi - guarda bene che i tuoi amici jihadisti li possiamo bombardare anche dalle nostre navi sul nostro Marc Caspio." E' ora di finirla con la complice, tollerante ed indulgente, ipocrisia dell'Occidente - chiaramente mostrata nei raids aerei della coalizione occidentale distintisi soprattutto finora per il "solletico all'Isis" - verso i governi autoritari e sostenitori degli islamisti come la Turchia, l'Arabia Saudita, il Qatar e altri. Putin invece agisce contro gli islamisti: eccome! 8 ottobre 2015
Una giusta ed opportuna iniziativa! E' ora di finirla con la complice, tollerante ed indulgente, ipocrisia occidentale verso questo Paese autoritario ed islamista. Il Salone del Libro di Torino: «L’Arabia Saudita non sarà ospite». La decisione dopo la condanna a morte del 20enne. Al Nimr per una manifestazione contro il regime.L’ambasciatore saudita: «L’Italia non dia lezioni» Contento, ora anche per questo, di aver frequentato per ragioni professionali il Salone di Torino per tanti anni!  7 ottobre 2015
Intanto i veri amici e sostenitori dell'Isis: Arabia Saudita Qatar Turchia di Erdogan ecc. si lamentano dell'intervento russo e iraniano...
La notizia. “Tensione alle stelle tra Iran e Arabia Saudita. Teheran: non giocate con la coda del leone. I sauditi «non giochino con la coda del leone». L’avvertimento giunge da Mohsen Rezai, già candidato presidente ora tornato negli alti ranghi delle Guardie della rivoluzione, nonchè segretario del Consiglio per il discernimento. Il leone è tuttora sentito come l’emblema dell’Iran, anche se non compare più nella bandiera dalla Rivoluzione islamica del 1979. L’avvertimento di Rezai, accompagnato da annunci di possibili azioni contro i sauditi e veicolato dall’agenzia Irna, è solo l’ultima di una serie di aspre dichiarazioni delle autorità iraniane, fra cui la Guida suprema Ali Khamenei, che accusano Riad per la cattiva gestione dei pellegrinaggi alla Mecca e chiedono un’inchiesta internazionale, da parte di tutti gli stati islamici, sulle responsabilità nella calca che ha ucciso quasi 500 iraniani.
Dichiarazioni che rinfocolano le tensioni con la rivale potenza sunnita, già aspre per effetto delle crisi in Siria e Yemen. Contro Riad per l’incidente alla Mecca si sono espressi in questi giorni anche personaggi dello spettacolo. Fra questi l’attore Amir Jafari, che su Istagram ha pubblicato una vignetta che mostra, in una mappa dell’area, un leone sul suolo iraniano e un arabo prostrato in sottomissione su quello saudita.” 6 ottobre 2015
Alla fine "questi" si sarebbero poi finalmente decisi a far qualcosa - e non per finta - contro l'Isis? Boh?? Finché non vedo non credo: oppure lo fanno perché in Siria la Russia di Putin sta prendendo troppo campo?
La notizia: “Siria. NYT: la coalizione guidata dagli Usa prepara l’offensiva su Raqqa. La coalizione a guida americana contro lo Stato Islamico si prepara ad una offensiva verso Raqqa, ‘capitale« del Califfato nel nord est della Siria. Lo scrive il New York Times” 6 ottobre
I rimbambiti della Nato si lamentano perché bombardano i loro terroristi del cosiddetto “esercito libero siriano” anti Assad (5 in tutto, come da notizie di stessa fonte Usa dei gg. scorsi – cioè prima che iniziassero i russi - il grosso s’è dileguato e quei 5 non devono esser siriani mal addestrati bensì più ragionevolmente gli stessi addestratori americani della CIA…) poi +gli Usa, bombardano per "errore " ospedali in Afghanistan..... Questo dà il senso della completa e colpevole idiozia di chi, malgrado i fatti che sono oggi sotto gli occhi di tutti, vuole ostinarsi a ritenersi di essere ancora alla guida del mondo...
La Notizia: “Medici Senza Frontiere. 3 ottobre alle ore 13:09 È con grande tristezza che confermiamo la morte di 9 operatori ‪#‎MSF durante i bombardamenti di questa notte sul nostro ospedale.Vogliamo chiarire che tutte le parti in conflitto, comprese Kabul e Washington, erano perfettamente informate della posizione esatta delle strutture MSF - ospedale, foresteria, uffici.” 3 ottobre 2015
I prossimi giorni incominciano davvero a non prospettarsi affatto bene per i finora impuniti (al massimo... "solleticati" dalla coalizione Usa&C. ) tagliagole islamisti del Califfato Isis e dintorni. Arriva la nuova coalizione Russia, Iran, Irak, Siria e ora anche i cinesi vogliono dare una mano ...Condivido volentieri dall'amico Sergio Pacini.
La Notizia:  “China’s military advisers ‘heading to Syria to help fight ISIS’ – report. China will be helping out the Syrian government in the fight against Islamic State (IS, formerly ISIL/ISIS) by sending “military advisers,” media reports have claimed. Trends. Islamic State. “The Chinese will be arriving in the coming weeks,” a Syrian army official told the Lebanon-based news website Al-Masdar Al-‘Arabi. The report claims that a Chinese naval vessel is on its way to Syria with dozens of “military advisers” on board. They will reportedly be followed by troops. The ship is said to have passed the Suez Canal in Egypt and be making its way through the Mediterranean Sea.According to the website, the advisers will be joining Russian personnel in the Latakia region. Meanwhile, an Israeli military news website, DEBKAfile, has cited military sources as saying that a Chinese aircraft carrier, the Liaoning-CV-16, has already been spotted at the Syrian port of Tartus on the Mediterranean coast. It was said to be accompanied by a guided missile cruiser. The news comes after Russia, Iran, Iraq and Syria agreed to establish a joint information center in Baghdad to coordinate their operations against Islamic State militants, according to sources. “The main goal of the center will be gathering, processing and analyzing current information about the situation in the Middle East – primarily for fighting IS,” a military-diplomatic source told Russian news agencies on Saturday.” 30 settembre 2015
Anche all'Onu finalmente è generalmente passata la linea Putin anti-Isis e anti-terrorismo islamista: il pericolo principale oggi nel mondo. Ora tutti si sono accorti che l'Isis è nata in Siria quattro anni fa anche perché - a parte il diretto e criminale finanziamento di Arabia Saudita e Qatar & altri a questi feroci e fanatici assassini - Obama e l'Occidente hanno valuto dare armi, alla gente sbagliata poi in gran parte confluita nel jihadismo e questo soprattutto per loro "urgenze" strategiche (tipo quella Ucraina ad es.) in funzione anti-Russia e quindi anti-Assad che di Putin è alleato: la "primavera araba siriana" contro "spietato dittatore Assad" c'entrava poco: negli anni precedenti non avevano qualificato così il presidente siriano. 29 settembre 2015
La Merkel (smarcandosi dalle ultimissime dichiarazioni irresponsabili dell'americano Kerry) sulla Siria ci ripensa (ma sempre pro domo sua: i profughi siriani domani potrebbero esser troppi ...), in soldoni: sarà meglio trovare un accordo con Assad, battere l'Isis e far tornare prima di tutto la pace in Siria. 24 settembre 2015
Siria, 20 settembre 2015: passano gli aerei russi (come nota l'amico Sergio Pacini dal quale volentieri condivido questo post, si tratta nella fattispecie di un cargo russo IL-76 e di quattro Sukhoi 24 o 30sm di scorta ) e i jihadisti nel vocale del filmato li riconoscono e incominciano a temere che ora si faccia sul serio e invocano Allah che, naturalmente, è sempre... "grande" (Allah u Akbar) ...dalla traduzione dello scritto sotto emerge che i jihadisti sono nelle campagne vicino la città siriana di Homs e che gli aerei russi hanno direzione nord-ovest....22 settembre 2015
Ferdinando Rossi: “Dopo lo scherzetto dei servizi Usa-Israele-NATO (che dai loro droni-satelliti avevano segnalato per terroristi dei turisti messicani), dopo i numerosi attacchi terroristici subiti dall'ISIL (turco-saudita), l' Egitto sembra seriamente intenzionato ad abbandonare le 'ammuine' occidentali ed impegnarsi seriamente contro i terroristi dell'ISIL , alleandosi con la Siria di Basar Assad...Sarebbe un colpo durissimo per la NATO e per le altre lobby militari, finanziarie e politiche che usano il terrorismo per destabilizzare e annettere gli stati del medio oriente...” 17 settembre 2015


     
                                                                




                           Carlo Onofrio Gori


giovedì 10 settembre 2015

La Siria e ..."i russi"... per "dirla tutta"...

La Siria e ..."i russi"...

Per riassumere e per "dirla tutta": in molte delle attuali e scandalizzate notizie di fonte occidentale circa "i russi in Siria", si scopre l'acqua calda: ci si dimentica di sottolineare che i russi sono in Siria già dai tempi dell'Urss, avendo due basi a Tartous e Latakia, per inciso in piena regione (di cui sono le due città principali) abitata quasi esclusivamente dall'evoluto gruppo religioso alawita (musulmani di lontana derivazione sciita considerati al di fuori dell' Islam dalla maggioranza sunnita), l'unica  regione relativamente tranquilla nella Siria d'oggi,  a cui appartiene la famiglia Assad al potere in Siria  dal 1971 quando il col. Hafez Assad  (padre dell'attuale Presidente  Bashar Assad) riuscì a prendere il controllo del progressista e preminente Partito Baath siriano ed a giungere così alla Presidenza del Paese e appunto concedendo, tra l'altro, quelle basi ai sovietici.
Penso che la cosiddetta "primavera araba" di Siria che ha portato la devastante guerra in quel Paese sia stata provocata in gran parte dall'esterno dando armi e "fiato" a preesistenti (ma di per sé sostanzialmente impotenti) opposizioni locali - come nel caso poi del Maidan di Kiev e nel caso libico - da parte degli Usa (soprattutto da alcuni inamovibili "poteri forti" impermeabili a qualsiasi cambiamento presidenziale di quel Paese e della finanza internazionale) e di altri, proprio per "sloggiare" dalla Siria i russi - come dall'Ucraina il legittimo governo filo-russo - e finendo nel caso siriano per "istituire" l'Isis, tra l'altro - a parte le centinaia di migliaia di morti in quel Paese - finendo oggi, di conseguenza, per alimentare fortemente uno dei più grandi flussi migratori visti nella Storia.
Secondo me l'unica "novità vera" d'oggi infatti sarebbe costituita solo dalla partecipazione, diretta e massiccia, e per me auspicabile, di truppe russe ai combattimenti a fianco delle truppe di Assad ed il conseguente invio ed uso da parte anche di quest'ultime di armi di ultimissima generazione.
Su questo però si attendono notizie più consistenti visto che ufficialmente i russi, dal canto loro, smentiscono, ma, come ho detto, non troverei niente da scandalizzarmi: l'Isis ed il terrorismo islamista contiguo, vanno combattuti ed in Occidente nessuno si decide veramente a farlo ed inoltre si spiazzerebbe da parte russa l'equivoco del presunto preannunciato intervento anti-Isis di Francia e GB (o se si preferisce UK) che - sulla falsariga di quanto hanno già fatto i Turchi di Erdogan nei confronti dei Curdi - farebbero finta di combattere l'Isis, ma nella realtà combatterebbero Assad (dittatore forse, ma nel suo Paese fattore di equilibrio: era ed è appoggiato a tutt'oggi dalle comunità alawita, sciita, drusa, cristiana, curda e di parte di quella sunnita) che attualmente, insieme alle milizie iraniane e sciite ed ai Curdi, è l'unico che combatte veramente l'Isis ed il terrorismo islamista.
E meno male che anche in Occidente qualcuno (Grecia e Austria), ma solo ora, a quanto pare, se ne sta accorgendo: 


http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=8&pg=12589

Possibile che per il resto dell'Occidente, a quanto pare, il "problema vero" laggiù, sia ancora, non tanto quello dei tagliagole islamisti del Califfato e dintorni, quanto quello di Assad e Putin???


P.S. 

L’attuale “clamorosa”  disponibilità della signora Merkel verso i profughi siriani, come ho già scritto su FB, è per me inquadrabile nella categoria della "carità pelosa" (in Germania hanno, per il loro mercato, secondo loro stesse stime in giro confermate, bisogno di 2 milioni di manodopera qualificata – che hanno individuato nei siriani – e che ora al loro interno non hanno. 

Questa preferenza tedesca per i profughi di guerra siriani rispetto a tutti gli altri migranti provenienti da paesi diversi, siriani scampati, è bene sottolinearlo, ad una devastante guerra non voluta da Assad ma imposta e innescata  in quel Paese dall'esterno - indirettamente testimonia, tra l'altro, del buon lavoro svolto nel tempo dal regime socialista baathista siriano in campo scolastico e professionale.


         
                                            


                                       Carlo Onofrio Gori




Questo articolo è riproducibile parzialmente o totalmente previo consenso o citazione esplicita dell'Autore.

sabato 23 agosto 2014

Offensiva islamista nel Levante: priorità ma anche ragionamenti sulle colpe

Califfato ISIS (Islamic State of Iraq and Syria)

...su questa tragedia ho già scritto moltissimo sul mio Diario FB, ma ora qui riassumo un po'...ragiono su questo e penso di poterlo fare, anche terra-terra, - anche perché nel mio piccolo mi occupavo da anni dell'insorgere dell'islamismo quando molti lo sottovalutavano - rispetto alle fumose (trattative con questi tagliagole islamisti????!!!) ma anche articolate posizioni ideologiche del grillino Di Battista e di altri umanitar-dubbiosi di sinistra.
Quando c'è un grosso incendio e la casa brucia, come ora in Iraq, e con la gente dentro, il primo dovere di chi è lì intorno (anche di Obama) è spegnere l'incendio, salvare la gente ed eliminare gli incendiari che ora stanno gettando la benzina sul fuoco. E se, fra chi cerca di dare una mano (insieme ai Curdi) a spegnere il fuoco, c'è anche qualcuno che è ragionevolmente indicare come uno dei precedenti responsabili di quel fuoco (gli Usa) (anzi precedentemente irresponsabile sponsor dei piromani), e se fra i suoi principali amici della zona c'è anche chi continua alimentare quell'incendio pagando gli incendiari dell'Isis (Arabia Saudita, Qatar, ecc.) , è cosa importante su cui riflettere e far chiarezza (e ovviamente, dato i precedenti, quell’attuale  "capo-pompiere-Usa" e qualcuno dei suoi aiutanti vanno tenuti costantemente d'occhio!!!), ma solo appena dopo che "questo" incendio è stato spento, infatti questo di fronte alle cose d'ora, di fonte alla gente da salvare, è certo un argomento essenziale, ma diventa ora secondario...
Dopo recente la barbara uccisione in video del giornalista americano per mano degli islamisti dell’Isis ora ci si lamenta che i jihadisti qui in Occidente ce li abbiamo in casa! Ma lo sapevamo e noi lo avevamo detto, mentre molti sottovalutavano! Come ad es. il convertito Giuliano Ibrahim Delnevo, il “jihadista italiano-italiano”, di Genova, morto in Siria un paio d'anni fa combattendo, anche con i soldi dell'Occidente, contro Assad e per la causa islamista..."
Per non tacere e vedere sempre e cmq. la verità. Si parlava delle passate colpe di Bush padre e figlio, ma questi oltre 190 mila morti dal 2011, ora accertati dell'Onu, per la guerra in Siria, alimentata anche dall'Occidente sono tutti a carico di Obama! Si voleva rovesciare il regime di Assad, certamente autoritario, ma che assicurava un equilibrio fra razze e religioni diverse. Si è dato armi a TUTTI gli oppositori di Assad ed ora ci si rende conto che si è finanziato Al-Qaeda che tra l'altro ha distrutto uno dei primi luoghi della cristianità come la cittadina di Maloula, e l'ISIS .ancora più sanguinaria di Al-Qaeda e che ora da lì si espande anche in Iraq. Non dimentichiamoci che solo pochi mesi fa Obama (insieme alla Francia e alla GB) voleva intervenire in Siria non contro gli islamisti, ma contro Assad. 
"191 mila morti in tre anni di guerra” in Siria secondo un recente rapporto ONU (http://www.lastampa.it/2014/08/22/esteri/siria-il-rapporto-choc-delle-nazioni-unite-almeno-mila-morti-in-tre-anni-di-guerra-QcDtlkzeuCsgH3dVwAalRJ/pagina.html), cioè da quando è iniziata quella "primavera araba" e da quando da parte occidentale si decise, a mio avviso, sconsideratamente, di sostenerla - innescando una tremenda guerra civile con i "risultati islamisti" che oggi sappiamo. ..beninteso, non voglio dire che il regime di Assad fosse, almeno secondo i "canoni occidentali" - od è - un modello di democrazia, tuttavia, e ripeto quanto ho detto sopra, seppur con metodi “forti”, Assad sapeva tenere in un equilibrio, abbastanza delicato, il variegato milieu di razze e religioni in quel Paese. Mi sa però che da parte occidentale, come non da ora, ma da tempo ho scritto su questo blog, si alimentò quella , "primavera", non tanto o non solo per i "princìpi democratici", ma piuttosto, nel rinnovato scontro Usa-Russia, per scalzare i russi,  da tanti anni amici della Siria del Baath siriano,e degli Assad, padre e ora figlio, dalla base navale della città siriana di Tartus. Oggi dopo l' "esperienza islamista” dell’ Isis, le chiese cristiane e tutte le minoranze non-sunnite, compresi i sunniti moderati, appoggiano Assad...se vogliono vivere...e tornare alla pace.
Obama: un grande apprendista stregone!!! E ora deve spegnere in Iraq l’incendio che lui stesso (come in Libia oppure in Ucraina) ha contributo a provocare!!!

                                                               



                     Carlo Onofrio Gori







sì...gli americani avevano "scelto bene" (sic!) su chi puntare in Siria, culla ora dell'Isis,, come si vede anche da questa foto,, nella quale si individua, in "buon compagnia" il già principale competitor di Obama e capo dell'opposizione in Usa, andato lì a far proseliti contro Assad...proprio "intelligenti" questi americani!!!




...anche se, solo oggi ci ripensano: "sulla Siria aveva ragione Putin"? Se lo chiede il Washington Post:
http://www.ilpost.it/2014/08/23/putin-siria-2/ 

domenica 10 agosto 2014

Ucraina, Siria, Irak, Libia, Palestina, Afghanistan...una lettera aperta al "Corriere della Sera"

Ucraina, Siria, Irak, Libia, Palestina, Afghanistan... una lettera aperta al "Corriere della Sera" di Renato Risaliti

Ricordavo in uno dei post precedenti che in tempi recenti, nel trattare di importanti eventi  nazionali ed internazionali, mi sono soffermato frequentemente, soprattutto sul "Diario" della mia pagina Facebook "Carlo Onofrio Gori" ed in particolare sul gruppo FB "Prato e la politica..." , piuttosto che su questo blog.
E' stata l'immediatezza del dibattito che mi ha quindi portato spesso più su FB, che sul blog,  richiedendo la pubblicazione dei post qui sopra molto più tempo e cura anche se, si sa, che il recupero dell'informazione su FB è molto più difficile. Rinvio quindi gli amici che volessero leggere mie cose con una certa frequenza ad andare senz’altro quotidianamente su FB, riservandomi d’ora in poi, salvo eventi eccezionali, di intervenire sull’attualità politica in questo blog solo di tanto in tanto. Questo blog sarà riservato pertanto soprattutto ad approfondimenti storici.
Non posso evitare di soffermarmi qui però ora, brevemente, su alcuni importanti eventi internazionali che in questo momento impegnano le “prime pagine” di giornali e media- Mi riferisco soprattutto alle situazioni di guerra in Ucraina, a Gaza, e in est-Siria-Iraq e zone limitrofe dove prosegue l’avanzata dei fanatici islamisti dell’Isis del neoistituto Califfato del Lavante (condannati per brutalità dagli altri islamisti della stessa Al-Qaeda!!!), il trionfo degli islamisti a Bengasi, qui di fronte a noi, in Libia, e l’istituzione di un locale emirato…
Sulle ragioni ed il significato preoccupante per il presente ed il futuro  di questi avvenimenti sempre ricordando quanto in proposito scrivo ed ho scritto su FB, non dirò qui niente di mio, limitandomi a riprodurre un interessante scritto dell’amico Renato Risaliti, Presidente dell’Associazione Culturale Prometeo Pistoia, che ho recentemente pubblicato sul blog AsperaPrometeo.

                                                                Carlo Onofrio Gori


Al Direttore del Corriere della Sera
Dr. Ferruccio De’ Bortoli
Via Solferino 28 – 20121 Milano

Egregio Direttore,
da anni leggo tutti i giorni il giornale che dirige.
Negli ultimi mesi ho notato un preoccupante decadimento dell’informazione del giornale sia sulla tempestività, sia nei toni, sia nel contenuto degli articoli che riguardano la politica estera non tanto e non solo dell’Italia, ma di tutto il mondo.
Questo vale per le vicende della Siria, dell’Irak, dell’Afghanistan, della Libia, di Israele e la Palestina come dell’Africa nera e ora anche dell’Ucraina.
Il “Corriere della Sera” è un giornale, ma non il solo, a non accorgersi dei cambiamenti epocali che stanno avvenendo in tutto il mondo. Ormai nel mondo ci sono cinque nuovi “grandi” che sono solo in parte (Cina e Russia) i grandi di un tempo. 
I nuovi cinque “grandi” a Brasilia hanno creato una nuova Banca Mondiale che ha la sua sede a Shanghai e un presidente indiano con un capitale iniziale di 100 (cento) miliardi di dollari di cui 41 versati dalla Cina, 18 per ognuno la Russia, India, Brasile e 5 da Sud Africa.
Gli USA e gli stati dell’Unione Europea vogliono “isolare” la Russia sulla vicenda Ucraina. Assurdo! E’ l’Occidente nel suo complesso ad essere isolato. Direttore, ma l’ha vista la foto conclusiva di Brasilia coi cinque Grandi assieme e quasi tutti i presidenti degli stati latino americani?
E poi non va dimenticato che paesi come l’Indonesia, l’Iran, l’Argentina e il Messico hanno chiesto l’adesione al BRICS.
E poi l’Occidente tutto a partire dagli USA, all’Italia, è pieno di debiti!...Dover vogliamo andare? Applichiamo le terze sanzioni alla Russia?...
Ma se la Cina mette in piazza i titoli americani, gli USA entrano in crisi acuta e con loro l’Occidente tutto…
Gli USA non sapendo più a che santo votarsi stimolano guerre ovunque e poi….  pensano di sopravvivere cosi.
Ma questa è la politica dello struzzo o di un folle che sega il ramo dove sta seduto per…. precipitare nell’abisso di una crisi catastrofica.
Sul “Corriere” di oggi ci sono una serie di articoli per dimostrare che l’aereo abbattuto sui cieli ucraini è dovuto ai russi. Io non lo so, ma di certo so solo una cosa che l’abbattimento è dovuto alla guerra in corso.
Già la guerra civile. Circa due mesi fa le ho spedito un articolo mettendola in guardia. E Lei o i suoi collaboratori hanno “cestinato l’articolo senza leggerlo”.
Liberissimi di farlo così come per settimane avete negato che ci fosse una guerra civile tacendo sugli scontri. Tutto secondo voi dipendeva dai russi e non dagli errori macroscopici dell’Occidente verso l’Ucraina.
Ieri 21 luglio 2014 ho sentito in diretta e in italiano che F. Biloslabo del “Giornale” diceva che fra i mercenari di Kiev non c’erano solo Francesi, Svedesi, Lituani, etc., ma anche italiani di estrema destra… Uno di loro è stato intervistato. Ora basta con le chiacchiere non suffragate da documenti.
Oggi i media sono tanti e tali che le bugie non solo hanno le gambe corte, ma non possono sopravvivere che per pochi giorni.
E’ tempo che il Corriere cambi strada e si rimetta sulla strada unica delle notizie provvide.
Tanto Le dovevo
           

                                                           
  


                 Suo Renato Risaliti

martedì 25 marzo 2014

C.O. Gori. Siria, Ucraina, Venezuela e...quant'altro: Usa, la fatica e la rabbia del "gendarme"

Siria, Ucraina, Venezuela e...quant'altro: Usa, la fatica e la rabbia del "gendarme"

In tempi recenti mi sono soffermato frequentemente, soprattutto sul  "Diario" della mia pagina Facebook "Carlo Onofrio Gori" ed in particolare sul gruppo FB "Prato e la politica..." , su questi ed altri eventi  internazionali. Tuttavia, come si può vedere dai post precedenti, è un po' di tempo che su questo blog non intervengo su questi problemi. L'immediatezza del dibattito mi ha quindi portato spesso su FB piuttosto che su questo blog. Anche se rinvio gli amici che volessero leggere mie cose in proposito ad andare su FB, si  sa che tuttavia che in FB il recupero dell'informazione è molto difficile. Cercherò pertanto in questo post di riassumere un po' le cose in forma più che essenziale.  
In questi fatti indicati qui sopra nel titolo sostanzialmente vedo in politica internazionale una volontà revanchista e di reconquista da parte degli Usa di Obama. Bush figlio dall'11 settembre 2011 in poi, con le impegnative guerre in Afghanistan contro gli ex-alleati anti Urss talebani, ed in Irak contro l'ex-alleato anti-Iran Saddam, aveva perso di vista, a livello d'influenza planetaria alla quale ancora, malgrado i loro crescenti debiti, gli Usa si sentono vocati, alcuni settori nei quali la perdita d'influenza Usa è risultata più che evidente, ed in particolare la Russia e l'America latina. Ora che Obama ha liquidato la guerra in Irak (senza averla risolta, essendo quel Paese ora molto più frammentato ed instabile ed infido rispetto ai tempi di Saddam) e sta per liquidare quella in Aghanistan (come risultati vale stesso discorso dell'Irak), l'attenzione si sposta anche in seguito neo-protaginismo economico dei Paesi del BRICS, in altri settori strategici ultimamente trascurati. La Federazione Russa di Putin non è più la Russia "in svendita" ed in disgregazione com'era sotto Eltsin, con Putin è una Russia che pur non avendo più l'estensione ed il peso che aveva quando "Russia equivaleva ad Urss", sta tuttavia recuperando un suo ruolo a livello internazionale. Pur progressivamente circondata in questi anni recenti da sistemi missilistici contro lei rivolti ed introdotti dagli Usa in vari Paesi ex-blocco sovietico europeo (Polonia, Romania, ecc.) oppure in quelli europei ed asiatici nati dalla disgregazione dell'Urss (baltici, repubbliche caucasiche ed asiatiche ecc.), la Russia di Putin, non più docile e sottomessa a livello d'influenza com'era quella di Eltisn, ha mostrato si saper reagire in molti casi (Cecenia, Transnistria, Georgia ecc.) in modo pronto ed autorevole. Eccoci quindi all'Ucraina, Paese etnicamente diviso - come vedremo meglio in seguito - ""cuscinetto fra i Paesi dell'Est ora nell'Europa UE" e la Federazione russa, e dove la Russia ha un'importante base navale in Crimea nell'oblast di Balaclava a Sebastopoli, ed alla Siria di Assad, Paese anch'esso etnicamente diviso, ma da sempre amico dell'Urss prima e della Russia poi, e dove la Federazione ha l'importante base navale mediterranea di Tartus. 
Ebbene, nel secondo di questi due casi, prima gli Usa, impegnati con i loro alleati europei (soprattutto Gran Bretagna e Francia)  a volgere a loro favore il vento delle cosiddette "primavere arabe" (risultati pessimi: trionfo ovunque dei partiti islamici, in Egitto hanno poi "rimediato" i militari appoggiati dalla popolazione antislamista, la Libia è ora infida e disgregata, ecc. ecc.)  hanno poi puntato sulla disgregazione della Siria di Assad, favorendo in sostanza gli islamisti appoggiati dal loro alleato (infido) Arabia Saudita e dai Paesi del Golfo. Assad invece, malgrado una guerra devastante, ancora "regge",: si voleva allora da parte Usa ed Alleati, intevenire direttamente, ma la ferma posizione di Putin l'ha impedito.  Per l'Ucraina, reduce anch'essa dalle "primavere arancioni", sostenute dagli Usa e dall'UE, ma ora governata dal filorusso Yanucovich, liberamente eletto, si èp cercato in tutti i modi di favorire i manifestanti pro-UE (e molti filo-fascisti banderisti) del Maidan di Kiev, riuscendo a spodestare con un golpe di piazza - la democrazia per l'Occidente sembra valer solo ....quando serve...) un Presidente (imbelle e compromesso, quanto si vuole, ma liberamente eletto). La Russia di Putin non poteva stare a vedere, ed ecco che siamo per forza arrivati, per ora, all'indipendenza della Crimea ed al suo ritorno sotto la Russia dalla quale era stata staccata nell'Urss di Krushiov nel 1954. Sull'Ucraina cito qui un articolo dell'amico Prof. Renato Risaliti, slavista, che ho già pubblico sull'altro mio blog "Asperaprometeo": “Ucraina: terra di incontri e scontri. Intervento del 10 marzo 2014 di Renato Risaliti, già Professore Ordinario all’Università di Firenze.
Questa non è una definizione teorica aprioristica, ma l’esatta analisi della storia di questo paese assai complesso. E’ un vaso di Pandora che è stato aperto.Forzare la situazione com’è stato fatto nei secoli è sempre stato causa ed effetto di grandi sconvolgimenti geopolitici.Per quel che mi riguarda ho già affrontato ripetutamente il problema ucraino in numerosi scritti disseminati nel tempo su varie pubblicazioni e vorrei non ripetermi, ma che sono condensati nella mia Storia problematica della Russia ormai stampata in ben 11 volumi fino all’articolo recente su “Koinonia” (2014 n.3). In quest’ultimo articolo sostenevo che l’unica soluzione possibile per mantenere l’unità dell’Ucraina è “la soluzione federale”.Perché? In primo luogo, i motivi storici per cui l’Ucraina del II dopoguerra è quella che volle Stalin per indebolire la Germania spostando i confini della Polonia di circa 500 km a ovest.Gli avvenimenti successivi all’accordo del 21 febbraio u.s. sono stati disattesi di seguaci del Maidan. L’accordo, se così si vuol chiamare la “capitolazione” di Janukovič di fronte ai rivoltosi perché ne accettava tutte le richieste senza ottenere le garanzie effettive del ritiro degli armati del Maidan se non sulla parola dei ministri degli esteri francese, tedesco e polacco che poi se la sono rimangiata. Tuttavia, legalmente il presidente legittimo rimane Janukovič  anche se il colpo di mano dei rivoltosi ha creato le premesse degli sconvolgimenti cui stiamo assistendo nelle ultime due settimane.Nel periodo che va da dicembre al 21 febbraio ero rimasto sorpreso perché l’agitazione era limitata alla Galizia (Leopoli) e alcuni governatorati vicini, ma l’Est (quella che era stata chiamata Novorossja) restava calmo e tranquillo. Solo dopo la fuga obbligata di Janukovič che alla prova dei fatti si è rivelato un uomo politico e di stato poco avveduto, e alla fine abbandonato anche dagli oligarchi che lo avevano appoggiato, l’Ucraina sud orientale ha incominciato ad agitarsi e esplodere nelle sue città più importanti (Odessa, Donetsk, Lugansk, Dnepropetrovsk, Charkov) e non solo la Crimea. E ora è facile prevedere che impedire le agitazioni nell’Ucraina sud orientale sarà impossibile a causa dello status del russo e la situazione economica.Questo è avvenuto perché la Rad ucraina aveva approvato una legge “folle” e cioè il russo non era più riconosciuta una delle due lingue ufficiali dell’Ucraina: ucraino e russo. Per sopramercato i seguaci del Maidan hanno circondato i maggiori centri dell’Ortodossia come la Laura delle Grotte e il Monastero Pačaev pretendendo che passassero dal Patriarcato di Mosca a quello di Kiev (Filaret) non riconosciuto canonicamente dalle chiese ortodosse.Queste azioni hanno finito per estendere la situazione di tensione alla Russia tanto è vero che anche domenica 9 marzo ci sono state manifestazioni pro lingua russa estese anche all’Estremo Oriente russo.Ho ascoltato in diretta il dibattito al Senato russo e i discorsi dei leaders dei vari partiti. Tutti molto accesi contro i nazionalisti ucraini e i loro protettori occidentali. Nella situazione russa il più moderato è Putin persino più del Presidente del Consiglio Medvedev.Putin è astretto dalle richieste dei suoi, se dovesse cedere all’orgoglio ferito della Russia sarebbe sicuramente sfiduciato perché di tutte le richieste e leggi che gli insorti del Maidan potevano fare quella di proibire l’uso della lingua russa era l’unica che non doveva neanche essere pensata perché è una cosa stupida. E basta.
La trasformazione dell’Ucraina in repubblica federale è necessaria anche perché l’Ucraina occidentale è agricola, mentre quella orientale è industriale e da secoli vive in osmosi con l’industria russa. Pensare che possa essere staccata dai suoi mercati tradizionali è semplicemente senza prospettive durature. Il contrasto non è quindi solo per un problema di gas come ci vogliono far credere tante persone disinformate. Quindi i motivi etnici si saldano strettamente a quelli sociali per cui l’Ucraina Orientale ha vissuto e vive in simbiosi con il mercato russo, con la Russia.La prospettiva dell’associazione all’U.E. non è percorribile. Credo che nessun governo ucraino, anche il più dittatoriale, possa reggere all’impatto travolgente di questa parte dell’Ucraina tanto più che ai suoi confini c’è la Grande Russia.Inoltre, se molti fanno affidamento sulla forza dirompente dei tatari di Crimea dopo l’annessione alla Russia, cosa peraltro da dimostrare alla luce della presenza in Russia dei Tatari della Volga che anche la settimana scorsa sono stati in Crimea a perorare la causa dell’unità coi Russi alla luce delle proposte del governo di Crimea di inserirli nella compagine governativa.E’ questa dei tatari, mi pare, la classica questione trattata nel Vangelo: si vede il bruscolo nell’occhio dell’altro e non la trave nel proprio occhio.Infatti, gli ultranazionalisti dei Maidan dovrebbero guardarsi alle proprie spalle. Nella regione dei Carpazi vive una piccola ucraina, la Russia rossa (Ushgorod) cioè i Rusini che da secoli rivendicano l’indipendenza che Kiev ha sempre negato. E non solo. Accanto a loro ci sono gli ungheresi che rivendicano (assieme al governo ungherese) di essere inclusi nell’Ungheria. Più a sud ai confini con la Moldavia romena vivono i romeni (a Cernovec) che rivendicano  l’ingresso nella Romania.Come si vede si tratta di una situazione assai ingarbugliata. Gli emissari americani, mi pare, che non si siano resi ben conto della complessità della situazione ucraina ma tutto questo, in ultima analisi, non solo non va a vantaggio della UE, ma al contrario crea una situazione pericolosa per i paesi della Comunità Europea perché nei paesi baltici vivono altri milioni di russi che oggi sono nella comunità europea senza diritti umani riconosciuti.Gli analisti occidentali mancano poi di adeguate conoscenze storiche perché, a mio giudizio, non hanno ben capito due cose:1) Quando Putin ha trasferito la festa nazionale dal 7 novembre (rivoluzione sovietica) al 4 novembre (data della insurrezione di Mosca contro i polacchi il 4 novembre 1612) e anno della fondazione della Russia dei Romanov ha voluto dire che il pericolo da cui bisogna guardarsi deriva da Occidente. Da qui la riconferma dell’Alleanza di ferro politico economico militare fra Russia e Cina per continuare la tradizione russa inaugurata da Aleksandr Nevskij, santificato dalla Chiesa Ortodossa Russa. 2) L’accenno del rappresentante del Presidente russo alla necessità di “raccogliere le terre” russe è la continuazione della politica perseguita da Mosca dal Trecento a Cinquecento. La Crimea non è che la prima foglia del carciofo che la Russia, se vuole ritornare ad essere un popolo unito sotto un’unica bandiera, non può non proseguire. E qui ritorna la “follia” del Presidente americano Bush padre che volle la divisione dell’URSS in opposizione a Giovanni Paolo II che conosceva bene i vicini russi. Quindi l’unica soluzione accettabile per la Russia è la “finlandesizzazione” dell’Ucraina con uno stato federale come ha scritto recentemente l’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger.Ogni altra via non potrà non portare ad una nuova guerra di imprevedibili proporzioni. Renato Risaliti”
Non ho niente da aggiungere, se non in nota a quasto post, qualche - sono fittissimi lunghissimi gli interventi  -dibattito svoltosi fra me Renato ed altri amici.
Veniamo all'America latina. Anche qui bisogna riassumere. Dalla presidenza di Bush figlio ad oggi, moltissimi Paesi dell'America latina hanno, in liberissime elezioni, più volte scelto in varia gradazione la via progressista ed indipendentista nei confronti degli Usa. Cuba non è  più sola e per gli Usa l'America latina non è più ormai il "cortile di casa" dove si poteva fare e disfare a proprio piacimento. Alcuni di questi Paesi, sotto l'impulso della Presidenza Chavez in Venezuela hanno anzi assunto uno spiccato atteggiamento antimperialista (il Venezuela bolivarista di Chavez e ora di Maduro, la Bolivia di Evo Morales, l'Ecuador di Correa, il Nicaragua sandinista del rieletto Ortega, ecc.) mentre altri, pur progressisti e "sovranisti", (dal gigante Brasile di Lula e poi Russeff, all'Argentina dei Kirchner, dal Cile della Bachelet, all'Uruguay di Mujca, ecc. ecc.) cercano di avere comunque (anche se non è facile) un dialogo con gli Usa. Tutti (o quasi) questi Paesi latinoamericani hanno dato vita, sempre sotto la spinta del grande Chavez a nuove ed importanti forme di cooperazione e mutuo soccorso che non escludono più, come accadeva in passato, Cuba, ma anzi ne esaltano la presenza (ALBA, ecc. ecc.). Ciò spaventa gli Usa che in proposito hanno, da una parte cercato di favorire in tutti i modi le presidenze conservatrici in stati come il Messico, la Colombia (cercando di far svolgere a quest'ultima anche un ruolo attivo di gendarme locale in funzione antivenezuelana) ecc. ecc. , mentre dall'altra hanno cercato di destabilizzare in vari modi i paesi progressisti: vari tentativi di golpe contro il Venezuela chavista, "golpe parlamentare" in Paraguay, "golpe parlamentare" in Honduras, ecc. ecc. Tuttavia lo scoglio principale per gli Usa è rappresentato dal Venezuela Bolivariano. E' morto di uno "strano" cancro il comandante Chavez (stranamente altri presidenze progressisti latinoamericani sono stati in questi anni colpiti da cancro: Morales, la Kirghner, Mujica, ecc.). Chavez leader carismatico latinoamericano, amico di Fidel, fondatore del "socialismo bolivariano", con i suoi, è negli anni risultato vincitore in ben 18 importanti consultazioni elettorali nel suo Paese, ma ora è morto ed il suo seguace Maduro, con i suoi, sebbene risultato a sua volta  vincitore nell' importante consultazione presidenziale e in elezioni locali, è stato dagli Usa, per l'ovvia, attuale, mancanza di carisma rispetto al predecessore, come l'anello debole: ecco che allora prima si cerca di alimentare la delinquenza criminale e destabilizzante in quel Paese e poi si favoriscono pesantemente (come ha dimostrato in più servizi da quel Paese anche l'autorevole quotidiano britannico "Guardian") da parte degli Usa (soldi alla mano: tanto ora, gli Usa, a differenza dellUE. stampano dollari a tutto spiano!) sanguinose e violente rivolte locali che fanno leva sull'insoddisfazione di alcuni strati medio-alti ed alti della società venezuelana. Solo la solidarietà latinoamericana ha finora impedito un intervento militare diretto in Venezuela più volte reclamato, per "mettere le cose a posto", dalla destra conservatrice Usa, dai tea-party, al competitore repubblicano di Obama alle ultime elezioni. La situazione è tutt'ora fluida ed in sviluppo, anche se per ora, il Venezuela bolivariano "regge". Qui mi fermo e come nel caso dell'Ucraina cercherò in propositi di inserire in nota a questo post, non subito, ma via via, vari dibattiti avvenuti su Facebook.

                   
                                                                   


                           Carlo Onofrio Gori










domenica 30 giugno 2013

C.O. Gori. Politica estera. Gli Usa e la loro illogica politica estera attuale


Americani degli Usa: ma che governi oggi avete? Lettera aperta da uno come me che sinceramente vorrebbe esservi amico...

Un altro, quello qui sopra raffigurato, che dopo Assange, ha svelato gli "altarini" di questi "disonesti" (ma chi in quel campo - quello dei servizi segreti, oggi anche "informatici", - chi non lo è… scagli la prima pietra...) e "deficienti" Usa. "Deficienti" in senso latino di "deficere", "mancare", perché, alla prova de' fatti e prima di tutto, il loro governo, questi inenarrabili "segreti" ...se li è ... "fatti svelare"...e perché, come "politica estera Usa", scelleratamente favorevoli verso i wahabiti dell'Arabia Saudita, occulti finanziatori del jihadismo, e verso le cosiddette "primavere arabe" (vedi anche la rivolta anti-islamista d'oggi in Egitto contro quel Morsi dei Fratelli musulamani che loro, gli Usa, hanno "ammesso" al potere), "primavere" che poi, alla fine, generano il trionfo del jihadismo, acerrimo nemico degli Usa e dell'Occidente (ma perché, cari Usa,  combattere oggi il jihadismo in Afghanistan e invece favorirlo in Siria? Perchè lì, in Siria, favorire il fanatismo anticristano? (Come anti-alawita, anti-sciita, anti-druso, anti-curdo, anti-laico-sunnita, ecc. ecc.)
L'Islam che rispettiamo è quello colto e tollerante (occorre dire che anche l'attivismo cristiano ha avuto storicamente le sue intolleranze), che storicamente in certi momenti a volte è stato conosciuto, nei tempi passati, anche uin in Europa: in Spagna, in Sicilia, e nello stesso impero Ottomano...
E poi, per la politica estera Usa, anche a tutt'oggi,  perlomeno "miope" verso l'America latina e le leggittime sue odierne esigenze (che pregiudizialmente non sarebbero contro gli Usa, ma per l'atteggiamento del governi Usa, "contro" gli Usa... molti governi latino-americani sono costretti, alla fine, a porsi) ... e... altro. 
Queste "sensibilità", un governo democratico e "progressista", come si definisce quello attuale del Presidente Obama, dovrebbe cominciare ad averle...e sarebbe...l'ora! (Barack, da "lassù", Franklin Delano Roosevelt aspetta di veder qualcosa di positivo...)

In politica estera non lungimiranti, ma "deficienti": tali i governi Usa come oggi si dimostrano nei fatti...così è...e (oltre altri) oggi con Schultz anche l'Europa, questa nostra "Europa-tedesca" s'incazza...perderanno così (gli Usa) prima o poi il primato...vediamo...
Cina, India, Brasile e altri, e oggi l'"Europa-tedesca" compresa... stanno lì a vedere...sta a voi farvi apprezzare, oggi...

         
                                                                          

                    COG